L’Università della Cucina Italiana incontra il pubblico

Guido Mori – Valentina Ciampini – Claudia Baggiani

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo il comunicato in oggetto

 

Un evento per presentare Corsi e Master

È l’unica scuola di cucina in Italia con valore legale universitario, riconosciuta dal MUR

La proposta include percorsi didattici in Arti e Scienze culinarie, Arti Bianche e Pasticceria, Giornalismo enogastronomico. Lezioni al via il prossimo ottobre a Firenze

 

Un incontro aperto al pubblico per scoprire l’offerta formativa dell’unica scuola di cucina con valore accademico in Italia: l’ha ospitato oggi l’Università della Cucina Italiana a Firenze, che prepara così il quinto anno di attività, sempre insieme al partner Ateneo IUL (Università Telematica degli Studi).

 

È stato il primo evento ospitato dalla nuova Università della Cucina Italiana, nata per offrire percorsi di formazione in ambito enogastronomico che rispondessero a esigenze di livello culturale accademico. L’Università della Cucina Italiana si differenzia infatti dalle altre scuole di cucina in quanto i corsi che propone hanno un valore legale e sono riconosciuti dal Ministero dell’Università e della Ricerca, poiché certificati da un Ateneo Pubblico a partecipazione statale.

 

La proposta formativa si articola tra Master di primo livello e Corsi di alta formazione. Nel primo caso possono accedere i partecipanti in possesso di una laurea triennale, nel secondo è necessario un diploma di scuola superiore quinquennale. L’inizio delle lezioni è previsto il prossimo ottobre (tutte le informazioni su universitacucinaitaliana.it).

 

I principali corsi sono: il master e diploma in Arti e Scienze culinarie (biennale), dedicato agli aspetti teorici, pratici, scientifici e organizzativi della questione ristorativa, a oggi uno dei corsi più completi nel panorama formativo italiano; il master e diploma in Arti Bianche e Pasticceria (annuale) che riguarda le tematiche scientifiche, organizzative e storico-culturali attinenti alle arti bianche, con un focus particolare rivolto alle rigorose tecniche pratiche di realizzazione; il master in Giornalismo enogastronomico, per formare futuri giornalisti sulle questioni attinenti alla valutazione, al racconto e all’interpretazione dei fenomeni nel settore enologico e alimentare.

 

I Master e i corsi di alta formazione sono tenuti in collaborazione con l’ateneo IUL e questo li rende equiparabili a corsi universitari, basati sul sistema dei crediti formativi. Inoltre, si avvalgono delle tecnologie telematiche dell’ateneo e tutte le lezioni teoriche e in parte pratiche potranno essere seguite sia in diretta, sia in forma registrata su piattaforma dedicata, per garantire la massima fruibilità e diffusione dell’offerta didattica. Tutti i corsi possono anche avere validità come aggiornamento professionale per i tecnici, giornalisti e addetti stampa del settore.

 

“I corsi didattici dell’ateneo IUL corrispondono alla qualità tecnico didattica richiesta dall’Università, sia quelli destinati alla formazione che quelli per un aggiornamento professionale – sottolinea Guido Mori, direttore scientifico dell’area enogastronomica di Iul-. Sia Arti e scienze culinarie che Panificazione e Arti bianche implicano, accanto alle nozioni di base, l’acquisizione di conoscenze teoriche complementari, per padroneggiare una cultura plurale. Tutto questo apre ai nostri studenti uno spettro piuttosto ampio di possibilità lavorative, da quella classica in cucina con prospettive di livello e di crescita molto forte, a impieghi inerenti il managing, il marketing, la valutazione dei prodotti alimentari e la loro progettazione. Non da meno sono le conoscenze acquisite in ambito storico letterario che aprano spiragli rilevanti all’interno delle professioni giornalistiche e della comunicazione in questo ambito”.

 

Vermout “Selvatico”

 

Oltre a occuparsi di formazione in campo accademico, l’Università della Cucina Italiana è un’azienda che sviluppa e promuove nuovi progetti sul campo, realizzati in collaborazione con realtà del territorio. Per questo, la presentazione dei corsi è stata accompagnata dalla presentazione e degustazione del vermut antico “Il Selvatico”, un progetto realizzato in partnership con l’azienda agricola “I Mori”.

Il nome “Selvatico” si ispira all’attitudine comportamentale degli abitanti dell’Impruneta e della più ampia area del Chianti, persone schiette, ruspanti e come si usa dire alla maniera toscana selvatici.

VITIGNI: Vini provenienti dai Colli Fiorentini (Vino bianco /rosso/ Vinsanto)

VINIFICAZIONE: in rosso in bianco e a vinsanto

CARATTERISTICHE ANALITICHE ALCOOL SVOLTO 17.5% Vol.

RESIDUO ZUCCHERINO 120 g/l

ESAME ORGANOLETTICO Colore rosso rubino impenetrabile. Profumo vinoso secco, salvia, rosmarino, pepe nero e ginepro e assenzio.  In bocca risulta vinoso selvatico profondamente aromatico balsamico e terroso.

TEMPERATURA DI SERVIZIO 8°C

ABBINAMENTI GASTRONOMICI Vino da riflessione

BOTTIGLIA 750 ml

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